I social network allontanano le persone? Questa forse è stata la domanda che ci ha colpito di più di questa intervista su Instagram ed il suo marketing perché racchiude in sé un concetto molto ampio e particolare, un tema che ci tocca da vicino e di cui abbiamo parlato spesso ultimamente. Oltre ad aver discusso ampiamente di come oggi Instagram può diventare un lavoro, dando i nostri migliori consigli dati dall’esperienza che abbiamo sviluppato lungo la via, e che affrontiamo in questa intervista curata da Luciana Nola, che ringraziamo per averci fatto queste domande.

Cosa c’è dietro la gestione di un profilo Instagram apprezzato? Come può diventare un lavoro? Fino a che punto il marketing influisce sulla riuscita di un profilo Instagram di successo? Scopriamo subito le risposte a queste domande.

1) Chi sono i Positivitrip?

Due ragazzi semplici, che amano la vita e i viaggi; le esperienze costruttive vissute fianco a fianco ci hanno regalato sorrisi, lezioni di vita, momenti da ricordare e forti motivazioni per credere nel sogno di fare ciò che amiamo a tempo pieno.

2) Quando avete aperto il profilo Instagram e cosa vi ha spinto a farlo? Conoscete ed utilizzate anche Pinterest?

La prima volta che ci siamo rapportati ad Instagram è stato nel 2015, quando arrivati in Australia con l’intenzione di restarci per un po’, volevamo raccontare attraverso le immagini la realtà con cui ci stavamo confrontando.

Volevamo offrire spunti e confronto a coloro che come noi si chiedevano cosa ci fosse fuori e che non avrebbero avuto altre possibilità di “vedere” con i loro occhi che forma avessero i paesaggi dall’altro lato del mondo. visto-australia

Abbiamo incontrato Pinterest solo più avanti lungo il nostro percorso e ad oggi lo utilizziamo troppo poco, parallelamente al blog e alla comunicazione che effettuiamo sulla rete. Tuttavia esso ha un’impronta differente da quella di Instagram ed il suo modo di raggiungere il pubblico, sebbene a tratti sia più produttivo, poggia meno sulle foto ma più sul contenuto.

3) Perché proprio Instagram?

Avendo come veicolo principale “la foto” Instagram offre la possibilità di cambiare il modo di comunicare, poggiando tutto sull’effetto visivo di ciò che vogliamo dire.

Ma non si ferma qui, l’ulteriore possibilità di inserire un pensiero scritto, una ‘caption’ non solo permette di creare un qualche tipo di “slogan” che rafforzi l’idea rappresentata nella foto ma offre anche la possibilità, a quelli che come noi racchiudono in pochi scatti delle esperienze, di raccontare dettagli, emozioni, sensazioni dei momenti vissuti senza tralasciare consigli, indicazioni e addirittura domande che permettono di creare una sana interazione mirata al confronto e alla socializzazione vera e propria.

4) Ricordate il primo scatto che avete postato?

Certo lo ricordiamo bene, nonostante ormai la nostra galleria racchiuda quasi un migliaio di foto ci fa ancora sorridere pensarci. La foto ritraeva una spiaggia Australiana, la più vicina alla città di Perth, capitale dell’Australia Occidentale, scattata il primo giorno che abbiamo messo piede fuori dall’hotel dopo esserci ripresi dal jet-lag.

5) Il vostro profilo è un insieme di bellissime immagini che oltre a raccontare dei vostri viaggi, evidenziano anche la vostra inclinazione ad una sana leggerezza e buonumore. Come organizzate questa attenta attività di pubblicazione?

Cerchiamo di scegliere solo le location che esprimono di più e che rappresentano al meglio la nostra politica di viaggio e di scoperta. Selezioniamo con attenzione gli scatti da pubblicare, valutandoli insieme sulla base di quello che comunicano, non solo dal punto di vista tecnico ma anche e soprattutto da quello emozionale.

Non ci crederai ma molte delle foto che alla fine rendiamo pubbliche sono state scattate in frangenti in cui non eravamo “in posa”, quei momenti in cui riusciamo a ritrarre noi stessi per come siamo davvero. Crediamo fermamente che essere sè stessi aiuti a far passare meglio il messaggio di positività che vogliamo trasmettere e che la gente si leghi di più a noi come persone vere e non come “personaggi”.

Ci segui già su Instagram?

6) Tra uno scatto e l’altro, una Storia ed una diretta riuscite a trasmettere a pieno la vostra anima. In che misura credete che Instagram, più di altri spazi comunicativi sia capace di influenzare tendenze, abitudini e scelte di consumo delle persone?

Anche in questo caso l’impronta data da Instagram attraverso le foto ha la forza di entrare direttamente nella sfera emozionale degli spettatori; impiegando un tempo irrisorio rispetto a quello richiesto per leggere un testo ben espresso ed emozionante, una foto può colpire nel segno “a prima vista”.

Non per niente uno dei dati più importanti viene chiamato “impressions”. La foto può fare leva sulla voglia di relax, di luoghi affascinanti, di abiti trendy e di uno stile di vita dedito ai piaceri e al lusso, temi che toccano più o meno tutti se applichiamo questi canoni in larga scala. È altrettanto vero che spesso la nostra mente può male interpretare questi segnali e trasformarli in sentimenti negativi che spingono a vivere il confronto in maniera scoraggiante. Alcuni studi recenti lo hanno addirittura decretato il peggiore social network di sempre, sostenendo che Instagram causa depressione.

Per questo ed altri mille motivi scegliamo sempre di essere noi stessi sia nelle foto che nelle storie, per portare sorrisi anziché paragoni e ricordare a tutti che Instagram è un social e come tale serve a creare unità e relazioni sincere, non la rincorsa sfrenata ad una fittizia immagine di sé stessi e della propria vita. maremma-toscana

7) I vostri scatti registrano un ottimo seguito in termini non solo di “like” ma soprattutto di commenti. Che tipo di relazione riuscite a creare con le persone che vi seguono?

Da Instagram come da altri social in passato sono nati dei bellissimi rapporti, delle amicizie vere. Ma bisogna appunto entrare nell’ottica di VOLER creare delle relazioni.

Personalmente siamo attivissimi nella community ed interagiamo costantemente con i personaggi che seguiamo; siamo di conseguenza sempre aperti a conoscere nuovi ‘Instagramers’ e allargare la nostra cerchia dei ‘preferiti’. Ma non basta un commento, non basta un ‘grazie davvero’ per poter creare delle vere relazioni; bisogna volerlo.

Apprezziamo la persona che ha lasciato un commento e cerchiamo di rispondere con la stessa intensità ed apprezzamento che ci è stata regalata; più volte di quante ci ricordiamo questo ha condotto a sorprendenti risposte che hanno fatto nascere spunti di conversazione e di confronto.

Dobbiamo ricordarci sempre che dietro ogni schermo, dietro ogni tastiera e ogni commento c’è una persona. Una persona che come noi ama qualcosa (i viaggi nel nostro caso, i rapporti di coppia o magari la fotografia), una persona che si è presa il tempo di aprirsi e dire quello che pensa, una persona disposta al confronto, una persona che come noi tiene ai rapporti e al sentirsi apprezzata.

Perché spezzare tutto questo e non approfittarne per creare dei rapporti veri? In fondo questo dovrebbe essere il vero scopo dei social network.

 

8) Come e quando vi siete resi conto che i vostri scatti hanno iniziato ad essere influenti?

L’ultimo periodo della nostra grandissima esperienza di viaggio in Australia, a bordo di un van a girarla in lungo e largo, è stato caratterizzato da una serie di interviste radiofoniche e giornalistiche che ci hanno fatto crescere notevolmente in poco tempo.

La gente sentendo l’esperienza che avevamo vissuto si emozionava ed incuriosiva, si chiedeva come ci eravamo riusciti, perché avevamo deciso di intraprendere una scelta di quel tipo, come avevamo fatto a costruire un van con le nostre mani e così via. È stato emozionante e sorprendente trovarsi davanti a tanto interesse ed attenzione. Ma ancora la nostra galleria Instagram era ‘acerba’, non aveva sviluppato il carattere determinante che riuscisse a rappresentare al meglio NOI e di conseguenza quello che facevamo. Pubblicavamo delle foto di viaggio e i luoghi erano incantevoli, questo è certo, ma non parlava moltissimo delle persone che c’erano dietro quegli scatti.

Abbiamo scoperto solo più avanti che ciò che davvero entusiasmava la community era la nostra presenza nelle foto, entrambi, non solo una combinazione di luoghi o spiagge da sogno ma l’incastrare noi due nella cornice con a seguito le emozioni che quel luogo poteva regalare. È stato li che abbiamo riscontrato un maggiore interesse e coinvolto più persone, in quanto ora le foto riuscivano a comunicare meglio che tipo di persone potevamo essere e che viaggio stavamo affrontando.

La parola ‘influenti’ magari può contaminare il concetto di emozione, ci piace più pensare che i nostri scatti siano ‘apprezzati’ perché ritraggono chi siamo davvero e i bellissimi luoghi che visitiamo. cosa-vedere-in-puglia

 

9) Che definizione dareste al termine “influencer” ?

Il termine ‘influencer’ oggi è fra i più inflazionati del mercato, è stato distorto, rimasticato e storpiato per creare un fenomeno che non ha portato in realtà a granché. In teoria gli ‘influenzatori’, ovvero coloro che hanno ‘influenza’ esistono da sempre, non si tratta di sicuro di una professione, né tantomeno di un ‘lavoro’ nato nel 3000. Spesso vip, cantanti, attori e altri personaggi dello spettacolo decidono di appoggiare un determinato brand, organizzazioni, eventi eccetera.

Se uno ha influenza, la gente seguirà i suoi consigli, o addirittura seguirà personalmente il personaggio di riferimento, il concetto è semplice (basti pensare a quanta gente ha preso un aereo per la Sicilia per il matrimonio della Ferragni).

Da quando si è applicato lo stesso concetto alle piccole realtà con le quali la community si confronta tuttavia si è creata una gran confusione. L’influencer non è un lavoro, è un’estensione della propria presenza nel web o nel mondo della notizia.

Esistono poi i micro-influencer, coloro che nel loro piccolo possiedono la facoltà di consigliare, indirizzare e produrre dei risultati grazie al fatto che il pubblico si fida di loro. Ma ci piace più pensare che la gente che ci segue è pensante e dotata di una testa propria, motivo per cui va piuttosto stimolata e consigliata, e non influenzata.

Questo è un aspetto da prendere molto sul serio in quanto, se si sta iniziando nel proprio percorso professionale, una buona credibilità è fondamentale per essere presi in considerazione, e non si vuole buttare via qualcosa di così importante per pubblicizzare la prima cosa che può farcire il nostro portafogli.

 

10) Dalla nascita di questa nuova figura, molti hanno pensato ingenuamente di poter trovare in essa un più facile ed immediato sbocco professionale; ma bastano davvero un profilo Instagram ed un po’ di popolarità per definirsi ed essere definiti influencer?

Partendo dal presupposto che un pittore non può dire di essere il migliore ma deve lasciare che altri apprezzino le sue opere e lo definiscano tale, così nel campo dei social non ci si può auto eleggere influencer perché sarebbe come dire di aver sconfitto il vento.

L’influenza di un personaggio ahimè non si misura né in like né in normali metriche di apprezzamento, quanto nella forza dello stesso di convertire l’appezzamento ricevuto in azione pratica.

Proponi un acquisto? Pubblicizzi una destinazione? Appoggi un certo tipo di esperienza? >>> Quanti comprano in seguito alla tua divulgazione? Quanti si recano nella destinazione? Quanti faranno l’esperienza di cui hai parlato?

Instagram oggi può essere tutto ed allo stesso tempo essere nulla se non è abbinato ad un percorso professionale che ha degli sbocchi precisi, con degli obiettivi, un’idea specifica e una missione.

Molti professionisti sono riusciti ad arrivare al pubblico SOLO attraverso Instagram, ma possiamo garantire che il lavoro che svolgono va ben oltre quei pochi scatti in galleria e che la galleria che osserviamo rappresenta solo la punta dell’iceberg. gruppi-engagement-instagramCon questo non intendiamo scoraggiare coloro che si affacciano a questo mondo per la prima volta ma è bene tenere a mente che costruire una galleria di successo e definire l’entità dell’idea che si vuole rappresentare richiede capacità tecniche, flessibilità all’adattamento, impegno e soprattutto tempo.

 

11) Quando e in che modo condividere le vostre idee e la vostra quotidianità è passato dall’essere un hobby ad una professione a tutti gli effetti?

Con l’aumentare dell’attenzione che le aziende dedicano al mercato degli ‘influencer’ aumenta anche la richiesta di servizi e di pubblicizzazione da parte di brand e aziende più o meno piccole.

Considerando il fatto che molte delle realtà che hanno bisogno di pubblicizzare non possiedono né i mezzi fisici (attrezzature, video makers o fotografi) né i modi per affermare la loro identità sulla rete (grossi profili o siti frequentati), le richieste si moltiplicano. Questa necessità concede, a chi come noi offre un ventaglio di capacità tecniche e fotografiche, grosse opportunità di mettersi in gioco.

Nell’ultimo anno l’esigenza del mondo commerciale è cresciuta parecchio, in quanto sono sempre di più quelli che decidono di investire in pubblicità digitale e si rendono conto quanto sia importante farlo oggi. Ma era già diventato un lavoro per noi agli inizi del 2017, nel tempo continuiamo a perfezionare il nostro approccio con le aziende e la qualità dei prodotti che realizziamo per essere sempre più efficaci ed ottenere gratificazioni dal lavoro svolto.

 

12) Nell’utilizzo dei Visual Social Media, dove appunto sono le immagini a far da padrone, cosa significa per voi fare Visual Storytelling e quanto ciò incide in termini di marketing?

La parola storytelling è di frequente sottovalutata, pur essendo di base un concetto molto semplice. Chi fa storytelling racconta una storia, spesso la propria, che come tutte le storie ha un passato, un presente e avrà anche un futuro.

Non si può parlare di storytelling se mi racconti solo un capitolo della tua vita, voglio sapere l’intera linea cronologica; solo così posso capire chi sei e ‘affezionarmi’, entrare in contatto con il personaggio.

Oggi saper fare storytelling include non solo l’avere una storia da raccontare ma anche saperla raccontare nel modo giusto, per essere simpatici ma non invasivi, carismatici ma non costruiti, saper catturare l’attenzione degli altri e lasciare sempre spazio alle emozioni, per poter emozionare. La chiave della buona riuscita di un progetto è tutta racchiusa li, nel saper dire le cose. Proprio come succede a chi parla davanti ad un’immensa folla appesa ad un filo, la scelta delle parole può essere cruciale, nel bene e nel male.

Allo stesso modo, la scelta degli scatti giusti è cruciale per creare uno storytelling che sia coerente, piacevole ed efficace. Il tipo di foto che scattiamo e in seguito sottoponiamo ad una ulteriore scrematura influisce in maniera diretta nella credibilità che sviluppiamo in coloro che ci osservano, permettendo loro di determinare in maniera tacita e naturale se quel tipo di contenuto li interessa e se intraprenderanno la strada del ‘seguirci’ a lungo raggio. barcellona-cosa-vedere17

 

13) Quali pensate possano essere le prospettive future nell’utilizzo dei social media nel marketing? E quali cambiamenti sarebbero auspicabili secondo il vostro punto di vista?

Conseguenza inevitabile del marketing applicato ai social network è che si finirà con l’esagerare, rischiando il collasso delle piattaforme per via di utenti troppo stressati dai post pubblicitari, come succede spesso quando cambi canale perché continuano a mandare quello spot che non sopporti più. Ciò non significa che il periodo non sia da sfruttare, perché realisticamente oggi i social raggiungono una enorme fetta del mercato che rappresenta un fiorente pubblico di potenziali acquirenti.

Il markenting trova sempre modo di farsi strada, pure camuffato sotto le abili arti di micro-macro influencer che sono in grado di rendere la comunicazione pubblicitaria meno aggressiva e più vicina alla vita reale, all’utente finale, in modo da non invadere ma ‘consigliare’. A nostro avviso è auspicabile e ragionevole pensare ad un ulteriore rafforzamento delle figure di questi ultimi, mirato a snocciolare la pubblicizzazione in qualcosa che sia alla portata del ‘vicino’.

La comunicazione effettuata da personaggi che ruotano attorno alla sfera social e che sono diventati popolari grazie ad essi ha come conseguenza diretta grosse possibilità di far passare un messaggio e convincere un utente a comprare un determinato prodotto o scegliere una località come meta vacanze, parallelamente alla forza della comunicazione di un giornale che presenta quella stessa identità dal pulpito di una realtà esterna, più impersonale seppur influente.

 

14) Per concludere questa intervista sarei interessata a capire il vostro punto di vista sul tema ormai sempre più ricorrente, ovvero: I social network allontanano davvero le persone e riducono i rapporti Face-to-Face?

In realtà i social fanno entrambe le cose, allontanano e uniscono. Allontanano coloro che non sapendo bilanciare la vita reale alla presenza sui social finiscono per alienarsi e creare un mondo parallelo dove a parlare sono degli avatar. Ma allo stesso tempo avvicinano coloro che rendendosi conto dell’incalzare dei tempi scelgono di perseguire i rapporti veri, quelli fatti di chiacchiere e risate, un bicchiere in compagnia, lo scambio di opinioni e di racconti veri; coloro che fanno questo proprio sfruttando i social e i canali di interazione che essi creano.

Grazie ai social abbiamo creato e coltivato rapporti reali, trasformati da commenti sotto una foto a vere occasioni off-line ricche di spunti, energia positiva e affetto.

I social sono uno strumento potente e come tale vanno usati nel modo giusto, proprio come un’asta può essere un supporto o un’arma. Ci piace pensare che nel nostro piccolo possiamo essere promotori di un’attitudine mirata alla socializzazione, quella vera, fatta di gente che vuole creare relazioni, connessioni e sorrisi un po’ alla vecchia maniera, seppur nell’era 3.0.

 

Come usare Instagram al meglio?

Noterai che abbiamo parlato spesso di Instagram con articoli specifici dedicati ai segreti per avere un profilo di successo, i modi per battere l’algoritmo, approfondimenti sui gruppi engagement e sulle tecniche di crescita.

Se ti capita di perdere costantemente followers e ti sembra che il tuo profilo non cresca mai, ti sarà di sicuro utile l’articolo sulla perdita follower Instagram!

E non è tutto, abbiamo una chicca per te! Guarda il video sotto!

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