Algoritmo di Instagram – Quale social network nella scena attuale è amato e frequentato come Instagram?
Nessun social network prima d’ora aveva avvicinato così tanti utenti al mercato del business dell’immagine, questo è certo. Ma ultimamente qualcosa è cambiato, qualcosa che sembra aver distrutto i sacrifici di molti.
Vediamo di fare il punto della situazione sul social più gettonato del momento e capire come battere l’ algoritmo di Instagram nel 2018.

Instagram e la sua evoluzione – Algoritmo di Instagram

Instagram è decisamente il social più connesso al business dei nostri tempi, veicolo di immagini, di personaggi, di emozioni e soprattutto di denaro. E per questi ed altri motivi sono moltissimi quelli che oggi si avvicinano alla piattaforma. Negli ultimi anni è passato da 90 milioni di utenti nel mondo, agli inizi del 2013, agli 800 milioni di utenti attivi nel 2017. Ed è in costante crescita.
algoritmo-di-instagramMa non dimenticare che Instagram, come altri social, è un’azienda, e come tale ha bisogno di sviluppare dei guadagni. I numeri sono soldi, e i soldi nel business sono tutto. Ecco perché è nato il maledettissimo ALGORITMO di Instagram.
Per coloro che non lo sapessero l’algoritmo è la funzione con cui Instagram determina in che ordine devono comparire i post nella home di ogni utente, nella schermata esplora, nei popular degli hashtags e così via.
L’algoritmo come avrai sentito cambia di continuo, se ultimamente hai notato un calo nei like o nel reach del tuo profilo, consolati, ne siamo stati affetti tutti.
L’obiettivo di Instagram, per quanto crudo possa essere, è quello di venderti la sua pubblicità.
Una volta l’algoritmo ragionava in ordine cronologico, tu postavi la tua foto alle 15 e in qualche secondo tutti gli utenti connessi potevano vedere il tuo contenuto, mettere like, commentare e così via.

L’ algoritmo di instagram killer della visibilità

Adesso purtroppo non è più così, in quanto con le ultime modifiche all’algoritmo, nel momento in cui posti la tua foto, solo un fortunato 15 o 20% dei profili che ti seguono riusciranno a vedere il tuo contenuto. E tuttavia anche in questo caso dipende. Se nei primi momenti dopo che hai pubblicato il tuo post esso riscontra un certo interesse e un volume di like e commenti, Instagram potrebbe posizionarlo nei popular degli hashtag o nella sezione esplora. Se questo non accade Instagram potrebbe mettere in tuo post nel dimenticatoio, il che causerebbe un ulteriore diminuzione dell’engagement su quel post.
algoritmo di instagramInstagram restringe di proposito il tuo bacino di utenza, mostrando la tua foto solo ad una esigua fetta di followers. Se vuoi raggiungere anche gli altri, ti tocca pagare per mettere in evidenza il tuo post.
In questo modo, aziende e professionisti che hanno la necessità di raggiungere un pubblico maggiore, si ritrovano a sganciare i verdoni per essere visibili.
Il ragionamento è da strozzini in quanto paghi per vedere la tua stessa audience, ovvero coloro che volontariamente hanno scelto di seguirti. Ti è sostanzialmente negato un diritto basilare. Ma ricorda, nel business (soprattutto in uno da miliardi di dollari quale Instagram) tutto vale. In fondo tu come tutti gli altri sei un numero, e come tale, soldi.
Forse quando è nato, Instagram era concepito per coloro che volevano condividere i propri momenti con la rete attraverso foto. Nel mondo di oggi, è solo una macchina da soldi. Bella grossa aggiungerei.
Nelle novità introdotte dalle ultime modifiche all’algoritmo inoltre si nasconde un ulteriore trappola.
Non solo l’ordine dei post non è più cronologico, ma è anche basato sugli interessi.
Ciò significa che l’ algoritmo di instagram sceglie su che categoria inserire i tuoi post basandosi sui tuoi interessi.
Come fa questo?
Analizzando gli account che segui e con cui interagisci di più, gli hashtags che usi nei tuoi post, in sostanza il tuo comportamento sulla piattaforma.

Che account dovrei seguire per l’algoritmo di instagram? Perché?

Una cosa su cui prima del 2018 non avevamo mai riflettuto è proprio la questione del chi seguire.
Perché? Che vuol dire ‘chi seguire’?? Non posso più seguire indistintamente coloro che mi piacciono?
Certo che puoi, ma sappi che ultimamente Instagram prende nota di queste informazioni e le inserisce nella tua scheda del database. Significa che se segui un account fotografia, uno cucina, uno fitness e uno travel, lui registra che tu sei interessato a questi 4 filoni di contenuti e ti propone di conseguenza questo tipo di contenuti.
Fino a qui tutto ok, dove nasce il problema? Nasce nel fatto che lui non riuscirà ad inserirti in una nicchia specifica e di conseguenza a PROPORTI a quella determinata nicchia.
Per farti un esempio ti parlo del nostro account, Positivitrip. Noi ci occupiamo di travel, e cerchiamo di seguire account che si occupano SOLO di travel. Il perché è semplice, quando un utente arriva su un profilo travel, Instagram gli suggerirà anche il nostro, perché ci cataloga nella sezione TRAVEL.
E quindi ti starai chiedendo: come faccio a seguire gli account che mi piacciono appartenenti ad altre nicchie?
La risposta è crea un altro account. Se hai intenzione di lavorare su Instagram, usa il profilo lavorativo come tale.
Se hai interessi paralleli e vuoi passare del tempo nel social mettendo like e commentando ad account vari, usa un account personale che non ne subirà alcuna penalizzazione.
Un altro modo in cui Instagram ti cataloga in una specifica nicchia è attraverso gli HASHTAGS.

Quanti hashtags dovrei usare? E quali?

Qualche tempo fa era di dominio pubblico che sui tuoi post avevi 30 hashtags a disposizione da usare. Questa informazione ahimè, con l’arrivo delle ultime modifiche dell’algoritmo di Instagram 2018 non è più valida.
Data l’esplosione dell’uso degli hashtags degli ultimi anni, soprattutto spesso abusati, Instagram ha deciso di dare un senso diverso a questo utile strumento.
Al momento attuale, è meglio usare meno hashtags e sceglierli con la massima cura. Il consiglio è di usare fra i 5 e i 10 hashtags per post, e di selezionare solo quelli sotto i 500mila post. Non vorrai competere con una piazza così ampia.
algoritmo-di-instagramQuesto perché anche in base a quali # usi e la loro ‘dimensione’ Instagram si farà un’idea di dove collocarti e come.
Se ad esempio noi ci occupassimo di fashion, non useremmo mai l’hashtag #mangiatecongliamici, ne tantomeno quello #fashion. Il primo perché è fuori nicchia, il secondo perché essendo abusato e troppo generico non ci aiuterebbe a inserire il nostro post nella giusta sezione.
Questo per aiutarti a capire quanto sia importante settorizzare il contenuto che pubblichi ancor prima di darlo in pasto all’algoritmo.
Ricordati che stai avendo a che fare con un computer.
Ps. Dimentica anche la storia di inserire gli hashtags nel primo commento per tenere la caption più ordinata, Instagram non prende più in considerazione quegli hashtags per indicizzare il tuo post. Il modo migliore e più sensato è quello di inserire i tuoi hashtags in mezzo alla caption, per farli apparire come parte integrante del pensiero espresso.
Avrai anche notato che ultimamente quando selezioni una foto dalla pagina esplora per visualizzarla, scorrendo sotto non trovi più le altre presenti nella pagina precedente, bensì tutta una serie di foto in qualche modo correlate a quella che hai selezionato. Perché? Perché gli hashtag utilizzati in queste foto permettono all’algoritmo di Instagram di catalogare il tipo di contenuto e riorganizzarlo sulla base degli interessi dell’utente.

L’importanza della caption

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Un post dei nostri amici di Mi Prendo e Mi Porto Via

Oggi la gente va sempre più di fretta, non c’è tempo per leggere, nessuno ha voglia di stare li ad approfondire cosa vuoi dire ma solo scrollare scrollare scrollare. Ma con qualche eccezione.

Le caption migliori rimangono quelle brevi e altamente comunicative, come direbbero all’estero catchy (che catturano l’attenzione). Tuttavia in alcuni casi è più utile creare caption più lunghe che raccontino una storia.
Se il tuo obiettivo è far si che la tua audience ti conosca meglio, come nel caso di un blogger o un personaggio pubblico, potresti utilizzare questo semplice strumento per fare micro-blogging.

È utile seguire gli hashtags?

Perché Instagram ha reso possibile seguire gli hashtags? Secondo la logica degli sviluppatori serve a migliorare la user experience, ovvero a semplificare i passaggi all’utente che vuole seguire una linea specifica di contenuti.
Ipotizziamo che siamo patiti di Ferrari, ma che non vogliamo seguire account di arabi ricconi che postano 1 foto della Ferrari ogni 10 scatti di loro sdraiati in vasca con calici di champagne e ballerine russe a fianco.
Seguendo l’hashtag #ferrari riusciremo a vedere tutti i post pubblicati al riguardo e otterremo così i contenuti che ci interessano sulla home.
Quindi c’è da chiedersi: è utile seguire gli hashtags? Da una certa prospettiva si, potrebbe esserci utile a seguire alcuni contenuti specifici, monitorare l’andamento di un particolare interesse, confrontarci con i concorrenti e scoprire nuovi hashtags di tendenza.

Come scegliere gli hashtags per l algoritmo di instagram?

algoritmo-di-instagramIn passato bastava scaricare un’app, selezionare gli hashtags più popolari, fare copia e incolla, ed il gioco era fatto.
Oggi non potrebbe esserci cosa più sbagliata da fare se vogliamo posizionare bene i nostri post.
Scegliere gli hashtags giusti diventa sempre più complicato, perché oltre il fatto che devono essere di nicchia, devono pure essere di tendenza.
Il metodo più semplice per trovare hashtags di nicchia è proprio attraverso Instagram.
Vai nella barra di ricerca, digita l’argomento di interesse e vedrai comparire tutti gli hashtags correlati ad esso.
Seleziona quello più adatto alle tue esigenze, tenendo a mente di sceglierne uno con meno di 500mila post.
Una volta selezionato, vedrai comparire altri hashtags ad esso simili e connessi.
Prenditi il tempo di analizzarli e vedere come gli utenti usano quel determinato hashtags, se i risultati mostrati fra i popular esprimono al meglio il tipo di contenuto che vuoi pubblicare. In questo specifico caso, postando su un hashtag relativamente piccolo e di nicchia, ben 3 delle nostre foto su 9 totali compaiono nella sezione popular.

Quanto deve essere popolare l’hashtag?

Più piccolo è l’hashtag più è facile in qualche modo entrare nei suoi popular. Ma è anche vero che diventa più difficile trovare un hashtag che ultimamente va forte e non è troppo popolare per le nostre esigenze. Per trovare quel tipo di hashtag ti toccherà andare ad analizzare i big account leader nella tua nicchia, e capire quale degli hashtag usati riscontra di più il tuo stile e l’interesse degli utenti di Instagram.
Questa ricerca può richiedere un pò di tempo, ma è assolutamente cruciale se vuoi battere l’algoritmo di Instagram nel 2018. Il mondo della rete si fa sempre più pieno di informazioni, e per emergere è sempre più necessario essere settorizzati, specifici in una determinata nicchia.
Pensi che una nicchia come quella dei viaggi sia già specifica? Se così, non hai analizzato abbastanza bene quello che succede attorno a te. Basti pensare alla differenza tra i viaggi low budget, i viaggi luxury, quelli zaino in spalla, quelli con bambini e così via. Settorizzare il tuo contenuto in una sotto nicchia ti aiuterà ad emergere prima e a diventare leader in quella determinata area di interesse.

Hashtags italiani o internazionali? – Algoritmo di Instagram

La domanda ha un suo senso, per cui rispondiamo in maniera logica. Come spiegato su, l’hashtag ha il potere di stabilire dove verrà posizionato il tuo contenuto, di conseguenza il pubblico a cui esso viene mostrato.
Quindi diventa tutta una questione di interessi.
Se il tuo obiettivo è raggiungere un pubblico italiano, la scelta più sensata è probabilmente scegliere hashtags attivi sul panorama nazionale. Se noi ci occupassimo di classi di yoga in Parco Sempione a Milano, non useremmo mai l’hashtag #yoga con quasi 47 milioni di post, ne tantomeno l’hashtag #yoganewyork perché non ci condurrebbe all’utente che vogliamo raggiungere con quel post.

Che contenuti postare? – Algoritmo di Instagram

Domanda da codice rosso.
Se non hai ancora un account Instagram ti sarà più facile scegliere una nicchia specifica che non ha una fortissima concorrenza (esempio goliardico: quanti account si occupano di accessori per il barbecue?). In questo dovremmo prendere spunto dai geniali americani ed interpretare da subito Instagram per quello che realmente è: una vetrina per vendere.
Che si tratti di una personalità o di un oggetto, stiamo pur sempre parlando di vendita.
Se hai già una tua linea di contenuti farai bene ad analizzare ciò che hai pubblicato negli ultimi periodi e ad identificare quello che piace di più alla tua audience. Utilizza gli strumenti che lo stesso Instagram ti mette a disposizione (come gli insight), per capire cosa preferiscono i tuoi followers e produrre più contenuti come quello.

Come battere l’algoritmo di Instagram nel 2018

Se sei arrivato fin qui ti sarai reso conto che oggi è piuttosto complesso riuscire ad essere visibile ed avere un profilo efficace su Instagram. Ciò non toglie che con i giusti accorgimenti puoi migliorare la tua presenza on line e iniziare a guadagnare da Instagram.
Adesso che abbiamo più chiaro il modo in cui Instagram funziona nello specifico, rimane da capire che passi concreti possiamo fare per migliorare l’account e renderlo più efficace e più apprezzabile ai nostri followers.
Abbiamo messo insieme per te una lista di consigli pratici che ti aiuteranno a migliorare da subito il tuo account, a renderlo più visibile e a farlo crescere ottenendo più followers e più engagement, il tutto in maniera organica. La trovi qui, assicurati di dargli un’occhiata.
Per il momento, Buon Instagram! Anzi, Buon Algoritmo di Instagram!
F&V
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2 Comments

  1. Interessante. Eppure il vostro profilo perde follwers da un po’…

    • Positivitrip Reply

      Hai ragione Gigi, anche noi in passato abbiamo applicato strategie non vincenti, ecco perchè siamo qui a parlare di strategie organiche. Saprai bene che oggi più che i numeri servono i contenuti e la qualità, ed è per questo che i profili che si intende usare per lavoro dovrebbero essere seguiti in modo differente. Speriamo l’articolo ti sia stato utile 🙂

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